mercoledì 2 marzo 2016

Benessere: il latte fa bene o fa male?


Nella nostra cucina, come in tutte quelle dove si preparano dolci, il latte è tra i componenti più importanti.

Di fatto, però, negli ultimi anni se ne sono sentite di tutti i colori a proposito di questo alimento, da chi giurerebbe che è un toccasana per ossa e prevenzione in generale a chi, invece, sostiene che è l'uomo l'unico animale che, erroneamente, continua a berlo anche in età adulta.


La domanda quindi è semplice: il latte fa bene o fa male?


Il Cra Nut (Centro Ricerca per gli alimenti e la nutrizione) ha le idee chiare sull'argomento:


"Il consumo regolare di latte e derivati nelle quantità raccomandate costituisce un fattore protettivo nei confronti di osteoporosi, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e persino alcuni tipi di cancro.
Il calcio, contenuto in grandi quantità nel latte, gioca inoltre un ruolo importante nella prevenzione dell’obesità: favorisce la lipolisi, ossia la degradazione dei grassi della cellula e aumenta l’escrezione dei grassi.
Chi consuma ogni giorno una quantità adeguata di latticini nel lungo periodo prende meno peso (circa la metà) rispetto a chi ne consuma di meno.
Infine il latte contribuisce notevolmente alla salute dei muscoli negli anziani".
Considerazioni sicuramente veritiere, ma soggette a forti critiche per diversi motivi:
1. Il latte commerciale proviene da allevamenti intensivi (a scopo di lucro) delle mucche, il che lo rende ricco di  di ormoni dello stress ed antibiotici aggiunti dall’uomo per aumentare sempre più la produzione;
2. Ricerche scientifiche recenti dimostrano che un elevato consumo di latte porterebbe a più facili fratture ossee, principalmente dovute all'osteoporosi (...). Il latte, infatti, soffre di un paradosso senza ritorno, in quanto contiene molte proteine animali che per essere smaltite dal corpo richiedono proprio il calcio presente nelle nostre ossa.
3. Alcuni studi assocerebbero una minor percentuale di tumori alla prostata in coloro che assumono pochi latticini, ed una relazione stretta tra i latticini e il diabete insulino-dipendente di tipo 1 (giovanile).
Per concludere:
sembra evidente che i pensieri e le ricerche a tal proposito siano spesso incongruenti e contrastanti tra loro, senza dimenticare che quella di assumere latte è un'abitudine ormai secolare che difficilmente riusciremo a cambiare.
Come per tutto, sta al nostro buon senso calibrare la quantità di latticini da assumere, tenendo pure conto che negli ultimi anni sono aumentate esponenzialmente intolleranze ed allergie.
Il consiglio generale non è quindi di eliminare totalmente il latte dalle nostre diete, ma di continuare ad assumerlo in maniera saltuaria, evitando un'abitudine giornaliera eccessiva.

Nessun commento:

Posta un commento